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La metodologia di base è quella dell’approccio ludico-animativo, per favorire un percorso di reciproco confronto e di crescita con gli studenti e gli educatori che daranno vita al progetto. Si è guidati dal principio della coeducazione, che tende non a dare ricette predefinite, ma strumenti adeguati per raggiungere gli obiettivi. · azione ed educazione non violenta · metodo della ricerca-azione; · dimensione laboratoriale ed esperienze in situazione; · percorso maieutico creativo · metodo del cooperative learning; le le modalità ora descritte ci permettono di porre il ragazzo al centro dell’attenzione, ma è un’attenzione costruttiva che porta alla riflessione ed alla crescita. Sasono quindi valorizzati i vissuti personali di ogni singolo individuo, stimolando i ragazzi ad attivare un percorso che noi definiamo “pedagogia del desiderio”. Questo percorso pone un punto di partenza fondamentale per il ragazzo, le proprie passioni ed i propri desideri, non si può prescindere da ciò se si desidera ottenere dei risultati. Parlare della formazione culturale dei bambini e di loro crescita non significa solamente cercare di garantire loro un pasto sano o l'assistenza medica ed economica e la formazione scolastica, significa cercare di analizzare globalmente la vita di un bambino, considerando le sue esigenze, i suoi tempi, il suo modo di essere; lo sviluppo di un bambino dipende sia dalla sua condizione economico/sanitaria, che dalla possibilità di esprimersi liberamente e di dedicare parte del suo tempo al gioco ed alla vita culturale. Il nostro scopo è quello di valorizzare la funzione del gioco come strumento per imparare, pertanto, crediamo sia opportuno partire da una considerazione, che ci porta a vedere cosa significa per un bambino giocare e sperimentare, e come il gioco e l’esperienza creativa possa influenzare la sua educazione culturale. IL GIOCO DEL BAMBINO E' sempre molto difficile cercare di definire cos'è il gioco. Si può molto semplicemente dire che il gioco è un elemento essenziale della vita di un bambino, quanto lo è mangiare, dormire e parlare; è un modo per scoprire il mondo, se stesso e l'esistenza dei sentimenti. Il gioco deve essere visto soprattutto come uno strumento di libertà, deve servire per dare al bambino degli strumenti, degli stimoli per conoscere e ricercare autonomamente quelle regole che gli serviranno per diventare un uomo libero e senza pregiudizi. Riteniamo che solo attraverso il gioco si possa assicurare all'infanzia la piena soddisfazione dei suoi bisogni fondamentali: · la comunicazione, sia verbale che non verbale. · la socializzazione, attività di coppia o di gruppo che comporta una continua interazione tra sessi, culture, habitat geografici diversi. · il far da sé, pratica di scelte autonome, autosufficienza da parte di chi è coinvolto emotivamente nel gioco. · la costruzione, antidoto nei confronti di questa civiltà dell'immagine che condiziona continuamente le scelte dei bambini. · l'esplorazione, voglia di conoscere, di provare nuove sensazioni. · la fantasia, ponte indistruttibile tra mondo reali e mondo irreale. |