SHERLOCK E IL GIOCO DEI PREGIUDIZI

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SHERLOCK E IL GIOCO DEI PREGIUDIZI

Uno dei grandi problemi dell'educazione di questo periodo storico è legato alla visione “superficiale” del mondo, che in alcuni casi dipende dall’incapacità di analisi e diventa causa principale di pregiudizi e preconcetti.

Un buon modo per provare a riflettere su questi argomenti è quello di utilizzare un testimonial d’eccezione come Sherlock Holmes, che con il suo spirito d’analisi e d’osservazione non si ferma mai ad una visione superficiale, un’attenzione anche ai particolari che gli fa dire “MI SONO ALLENATO A NOTARE CIÒ CHE VEDO”.

La proposta di oggi è legata al metodo che abbiamo proposto con Allenamente Genius, e ha l’obiettivo ambizioso di provare a conoscere gli altri per conoscere se stessi. Riflettere su come vediamo gli altri, confrontarci sul nostro punto di vista attraverso un percorso di educazione al gioco. Comprendere che ha volte siamo vittime dei pregiudizi e degli stereotipi e non riusciamo ad essere sufficientemente obiettivi nella nostra osservazione, come spesso il grande investigatore londinese ci ricorda nei racconti di cui è protagonista.

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ED ORA GIOCHIAMO INSIEME

  1. Preparate una tabella che contiene nella prima colonna un elenco di persone appartenenti a culture ed etnie differenti, ad esempio italiani, tedeschi, iracheni, brasiliani e così via scegliendo quelli che crediamo più utili al nostro percorso. Nella prima riga, invece, inserite delle categorie che descrivono questi personaggi, come per esempio il vestito preferito, il mezzo di trasporto, il titolo di studio ed altro ancora.

  2. Completata questa fase, ognuno riempirà le caselle corrispondenti inserendo i dati che ritiene più adatti e veritieri secondo il proprio punto di vista.

  3. Successivamente il conduttore potrà iniziare a verificare i dati con tutto il gruppo, chiederà ad un giocatore di dire cosa ha inserito in una casella corrispondente ad una qualunque delle categorie, gli altri conoscendo solo la categoria, devono scrivere in un foglio a quale personaggio appartiene, guadagna un punto chi risponde in modo esatto.

  4. Alla fine delle domande del conduttore (in media il conduttore non dovrebbe fare più di 15 domande) si vincerà il giocatore con più punti.

Il gioco continua con una discussione di gruppo in cui un po’ tutti raccontano quello che hanno scritto. Si prova a fare una statistica delle risposte per verificare se sussistono o meno degli stereotipi o comunque dei punti di vista comuni.

Naturalmente i personaggi e le categorie possono essere ampliati e modificati a vostro piacimento, creando storie e prendendo spunto dai racconti di Sherlock.

Si tratta di un gioco che può essere utilizzato in un percorso che studia i comportamenti, le tradizioni e la cultura delle popolazioni nel mondo, infatti la presenza di un sempre maggiore numero di ragazzi di altre culture e lingue deve trasformare la scuola o la biblioteca in luoghi di aggregazione interculturale, in cui si cerca di vivere la diversità come arricchimento e non come disagio. Un percorso di educazione al gioco trasversale a più competenze e discipline.

Può anche essere utile in percorso trasversale sul Cyberbullismo, con l’obiettivo di vedere oltre ciò che appare, porre attenzione ai particolari e scoprire che spesso ciò che sembra non è sempre ciò che realmente è.

Questa trasversalità e uso diverso di un gioco mostra l’approccio metodologico che stiamo proponendo con l’Universo dei Giochi Allenamente, attività differenti, con livelli di difficoltà graduali, che possano allenare il cervello sia dal punto di vista delle capacità, ma anche da quello delle competenze, comprese quelle relative alla socialità, e proposito di socialità, perché non fare una bella partita a Kingdomino? Cosa c’entra un gioco da tavolo? Scusate è solo il mio cervello divergente che periodicamente necessita di cambiare argomento per ricaricare le batterie e trovare nuovi spunti di lavoro.

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