GIOCHI DI SOCIALIZZAZIONE A SCUOLA

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GIOCHI DI SOCIALIZZAZIONE A SCUOLA

La scuola è sicuramente uno dei luoghi di confronto e di socializzazione per eccellenza, di giochi e idee. Sin dalla prima infanzia si ritiene fondamentale per il bambino un contatto ed un confronto con i coetanei, tutto ciò per favorire la crescita sia intellettuale che fisica.

In questo senso il gioco diventa uno strumento per favorire la socializzazione delle idee, riesce ad eliminare anche quella barriera virtuale che spesso imbarazza i ragazzi, soprattutto fa esprimere in modo facilitato il loro pensiero.

Nella didattica e nella formazione in genere, sempre più vengono utilizzati sia giochi di ruolo che giochi di socializzazione, è un uso funzionale agli obiettivi che si vogliono raggiungere, in particolare quello della formazione del gruppo di lavoro e successivamente quello della trasmissione delle informazioni.

Molti di questi giochi in un primo momento creano un contesto destrutturato, che di fatto serve per aprire la mente dei ragazzi alla condivisione di più alternative per la soluzione di problemi o anche per conoscere ed approfondire determinate tematiche.

Il gioco favorisce i momenti di condivisione e di confronto, e nell’ambito di un percorso educativo può essere inserito in più momenti differenti, in particolare:

  • La socializzazione, il momento iniziale in cui nasce il gruppo. Spesso i ragazzi anche all’interno della stessa classe non ricordano con facilità neanche i propri nomi e delle attività semplici pensate con l’obiettivo di presentarsi agli altri senza barriere ed imbarazzi, sono di grande aiuto alla formazione del gruppo. È sempre bene programmare un percorso partendo dalla consapevolezza che se all’interno del gruppo c’è armonia, confronto e comunicazione, parte del percorso formativo e didattico sarà facilitato.

  • La conoscenza di sé e degli altri, provare a riflettere su se stessi, mettersi in gioco e confrontarsi con le idee degli altri. Farlo attraverso dei giochi ci consente di un contesto protetto e più gestibile dal punto di vista emotivo e relazionale.

  • Le dinamiche di gruppo, dalla formazione iniziale del gruppo alla lettura e la gestione delle sue dinamiche interne. Usare i giochi per gestire i conflitti, per allentare la tensione e facilitare lo scambio di idee.

  • La trasmissione delle informazioni, in ambito scolastico trovare una modalità differente rispetto alla lezione frontale è una necessità per riuscire a comunicare in modo adeguato con i ragazzi. In questo modo riusciamo a dare valore alle intelligenze multiple di ogni ragazzo, all’idea che ognuno potrebbe avere un diverso modo per apprendere. Anche nel nostro libro dedicato a Leonardo da Vinci abbiamo utilizzato lo stesso approccio, come si può vedere dalla mappa mentale nell’immagine qui sotto.

In questo contesto il gioco può assumere un ruolo maieutico, cioè l'arte dialettica, che viene paragonata da Socrate a quella della levatrice. Infatti come quest'ultima aiuta la vita a nascere, ad uscire dal grembo materno, il formatore/educatore si adopera per "tirar fuori" dall'allievo pensieri assolutamente personali. Di fatti si tratta di uno stimolo continuo che investe il discepolo e lo mette al centro del proprio percorso formativo, in opposizione al metodo retorico che tende ad imporre il proprio punto di vista agli altri con l'arte della persuasione.

Giocando diventa possibile stimolare i partecipanti ad una discussione intelligente, ad una condivisione attiva in cui l’insegnante si può limitare a stimolare ed a fornire gli strumenti, ma sono gli alunni, i bambini, i ragazzi che devono trovare le soluzioni.

DOPO QUESTE RIFLESSIONI NON CI RESTA CHE GIOCARE.
Una proposta per utilizzare contemporaneamente l’empatia, la socializzazione, la logica. Tutto questo giocando con i libri.

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CHE LIBRO SEI?

Vi servono almeno 20 libri differenti, da disporre sopra un tavolo.
Tutti i partecipanti devono osservarli e sfogliarli per circa cinque minuti. Passato il tempo i giocatori si dispongono in cerchio.
Chi ha letto più libri nell’ultimo mese è il primo a giocare: sceglie tre libri dal tavolo e li porge come “dono” a tre giocatori differenti.
La scelta non deve essere casuale, ma anzi deve esserci un collegamento tra il libro e la persona che lo riceve.
Lo scopo degli altri giocatori è quello di scoprire qual è il collegamento.
Chi riesce nell’intento guadagna un punto; il turno quindi passa al giocatore successivo in senso antiorario. Quando tutti hanno scelto e donato i libri, il gioco si conclude e vince chi ha più punti.

Una riflessione

In questo gioco l’obiettivo è di trovare qualcosa che accomuna una persona ad un libro; è utile stimolare i partecipanti a cercare riferimenti nel carattere, nel vissuto e nelle esperienze dei compagni di gioco. Se lo svolgete all’inizio dell’anno scolastico, può tranquillamente sostituire o incentivare una bella chiacchierata sui libri letti durante l’estate, in alternativa ai compiti per le vacanze.

Potrebbero essere gli stessi ragazzi a scegliere i libri, ognuno porta un suo libro da proporre nel gioco, alla fine dell’attività i libri si possono anche scambiare tra i ragazzi, attivando anche un percorso di stimolo ed educazione alla lettura.

In caso di molti partecipanti si può decidere di completare il gioco dopo i primi 8-10 turni, così com’è possibile fare più turni in caso di un numero esiguo di giocatori.

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