ALLUNAMENTE

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Luna, 21 luglio 1969 alle ore 4.57 del mattino, ore italiane, Armstrong in qualità di comandante scende per primo i gradini della rampa di EAGLE e accendendo la telecamera invia le prime immagini live from the Moon a circa 600 milioni di persone in tutto il mondo, attraverso i televisori.
Armstrong lascia sulla luna la prima orma dell’uomo, seguito dai saltelli di Aldrin. Questo evento ha cambiato la storia dell’umanità e la visione del futuro di ognuno di noi, oggi si parla anche di raggiungere Marte, per arrivare al pianeta rosso molte persone si stanno preparando per una nuova missione, sin da piccoli, immaginando e sognando.
Perché se è vero che non tutti possono diventare astronauti, è pur vero che si sogna fin da bambini di diventarlo e ci si prepara fin da piccoli.

L’occasione dei 50 anni dal primo passo sulla luna, ci permette di scoprire insieme come viene allenato il cervello di un astronauta, ma soprattutto di riflettere su come allenarci all’osservazione, alla logica, alla concentrazione e alla memoria seguendo alcune procedure che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) chiede agli astronauti e usando il nostro metodo dei giochi Allenamente.
Non possiamo trasformarci in preparatori di astronauti, ma come sempre facciamo con il nostro percorso “Pensa come…” proponiamo di creare contesti di apprendimento, in questo caso attraverso le connessioni  tra il viaggio spaziale e la preparazione di un astronauta con i giochi che possono simulare alcune azioni specifiche e allenare il cervello.

Faremo quattro salti nello spazio, esplorando i collegamenti con:

  1. Il corpo e il benessere fisico
  2. Education
  3. La passione e la motivazione
  4. Il problem solving

Il primo passaggio è quello relativo al nostro corpo, nel libro ALLENAMENTE spieghiamo che un attività sportiva costante stimola i neurotrasmettitori deputati al benessere fisico e psichico del corpo, ecco perché il nostro piccolo futuro astronauta è bene che faccia sport, come ci informa l’astronauta Umberto Guidoni, che per ben due volte è salito sulla ISS (la Stazione Spaziale Orbitante) e con lo scrittore Andrea Valente, ha pubblicato libri molto interessanti sulla sua esperienza spaziale.
Il consiglio di Guidoni è quello di praticare possibilmente di squadra poiché una delle caratteristiche richieste è quella di sapere collaborare con gli altri.
Per allenare il nostro corpo in assenza di peso vi proponiamo un gioco in equilibrio, tratto dal libro Allenamente
Gioco equilibrio allenamente_page-0001

Il secondo passaggio è l’Education, come viene identificata dall’ESA, e consiste in tre sezioni:
studi scientifici, piloti, educazione generale, ovvero tratta le intelligenze multiple, come le definisce lo psicologo americano Howard Gardner.
Gli Studi scientifici sono fondamentali, una laurea in materie scientifiche aprirà un’ulteriore finestra, anche se pensiamo che in futuro anche studi filosofici, psicologici e umanistici serviranno come trampolino di lancio. Abbiamo esplorato
Per educazione generale si intendono la conoscenza di lingue straniere e non solo l’inglese ma anche tante altre, questo perché non solo serve per la comunicazione all’interno delle navette o basi spaziali ma sopratutto perché la conoscenza delle lingue provoca dei cambiamenti sia a livello strutturale del cervello ed anche nella percezione della realtà, del Problem solving, ampliando le connessioni tra i due emisferi.

Abbiamo esplorato le intelligenze multiple indagando la vita di Leonardo da Vinci, il genio fiorentino è un esempio di intelligenze multiple e che sviluppate e allenate con equilibrio, possono potenziare e rendere migliore il nostro cervello.
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Il terzo elemento fa riferimento alle passioni e alla motivazione nel raggiungere un obiettivo.
Spronare i bambini e i ragazzi ad avere passioni per noi adulti è difficile, spesso ci sembrano lontani e distratti ma non dovremmo mai dimenticare di proporre loro differenti attività affinché possano trovare liberamente la propria passione.
Domanda frequente fatta agli astronauti è la loro predisposizione a viaggiare, a stare lontano dalla famiglia, sembra banale questa domanda ma non è semplice osservare la Terra dallo spazio, ed è normale avere il desiderio di correre all’aria aperta. Questo è quanto ci dice Matthias Maurer astronauta tedesco È difficile vivere lontano della tua famiglia, fortunatamente lo è solo per sei mesi all’anno e potrò chiamarli al telefono tutti i giorni. Un’altra cosa di cui si ha nostalgia è l’aria fresca – fare jogging nel bosco o da soli sulla spiaggia. La stazione spaziale ha più o meno le dimensioni di un campo di football così si può andare in giro per un giorno intero senza incontrare mai un altro astronauta. L’addestramento per astronauti significa prepararsi a vivere bene nello spazio. Comunque immagino che quando perderò di vista la Terra, per esempio nel volo verso Marte, sarà psicologicamente difficile.”

Per l’Esa è fondamentale conoscere quanto sia forte la motivazione del nostro aspirante astronauta.
La motivazione è il combustibile di cui abbiamo bisogno per agire, il motore che ci aiuta ad avanzare, un pezzo chiave del rompicapo che denominiamo “progetto”. Ci serve anche ad essere più produttivi, creativi e persino felici. Cioè la motivazione è più forte quando abbiamo una serie di piccoli risultati, sommati ogni giorno, ma costanti. Immaginate di decidere di salire all’ultimo piano di un palazzo di 10 piani senza ascensore.
La passione è la forza che ci spinge a salire tutti i gradini, uno per volta, sapendo che prima o poi arriveremo all’ultimo piano.
La motivazione è la consapevolezza che non esiste l’ascensore e che quindi salire le scale è l’unica soluzione se desideriamo vedere il panorama.

Come diceva Albert Einstein “Non ho doti particolari, ho semplicemente un cervello appassionatamente curioso”, ecco un gioco di scrittura e una guida per coltivare le passioni e magari andare sulla luna.
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Insomma per superare i duri test dell’Esa non bastano solo la preparazione e l’intuizione ma anche riuscire a pensare fuori dagli schemi, i quesiti posti sono affascinanti e sorprendenti, con puzzle di memoria visiva e percezione, problemi mentali, quiz psicologici ed esercizi di gruppo e di leadership. Tutto questo ci porta all’ultimo passaggio per imparare a pensare come un Astronauta, il Problem Solving.
L’astronauta Tim Peake ne sa qualcosa, e propone un quesito che gli è stato sottoposto dall’Agenzia Spaziale Europea per diventare astronauta. Noi vi vogliamo proporre lo stesso gioco che sembra facile ma che in realtà nasconde molte insidie.

Immaginate un cubo con un solo punto sul fondo. Immaginate di far rotolare in seguito in avanti, a destra, indietro e di nuovo a destra. Dove si trova in ogni momento il puntino?

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Per concludere le caratteristiche generali per diventare astronauta, si possono sintetizzare in queste capacità:

  • Buone capacità di logica
  • Capacità di lavorare insieme con i compagni
  • Capacità di memoria e concentrazione
  • Attitudine all’orientamento spaziale
  • Coordinamento psicomotorio e destrezza manuale
  • Elevata motivazione e flessibilità
  • Un basso livello di aggressività e stabilità emotiva.

Tutto questo fa parte delle capacità del cervello che possiamo allenare fin da bambini attraverso il gioco.

E allora, semplicemente, buona passeggiata sulla luna e buon gioco.

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